Pharma europeo, la Beneluxa Initiative chiede una strategia comune: “Serve un approccio unitario”

Pharma europeo, la Beneluxa Initiative chiede una strategia comune: “Serve un approccio unitario”
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Un approccio europeo condiviso per rafforzare il sistema farmaceutico e garantire ai cittadini l’accesso ai medicinali innovativi. È l’appello lanciato dalla Beneluxa Initiative, il partenariato che riunisce Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Austria e Irlanda, in un momento di crescente pressione internazionale sulle politiche di prezzo dei farmaci.

In una dichiarazione diffusa il 10 giugno, il gruppo sottolinea la necessità di affrontare le sfide comuni attraverso “un quadro europeo piuttosto che mediante risposte nazionali non coordinate”, pur nel rispetto delle competenze dei singoli Stati membri.

Secondo la Beneluxa Initiative, l’attuale contesto geopolitico rende necessario un maggiore coordinamento per garantire nel lungo periodo la sostenibilità dell’assistenza farmaceutica e favorire, al tempo stesso, l’innovazione, affinché l’Europa rimanga attrattiva per ricerca e investimenti.

Germania, “epicentro” della crisi europea
La presa di posizione dei cinque Paesi europei arriva mentre, secondo indiscrezioni pubblicate da Politico, gli Stati Uniti starebbero incoraggiando diversi Paesi europei a seguire il modello dell’accordo farmaceutico siglato con il Regno Unito, che prevede agevolazioni commerciali in cambio di una revisione dei criteri utilizzati per la valutazione dei nuovi farmaci. Al centro delle attenzioni di Washington ci sarebbe in particolare la Germania, Paese con cui sarebbero in corso colloqui riservati sul tema dei prezzi dei farmaci.

Proprio la Germania è al centro di un acceso confronto tra istituzioni e industria, dopo la presentazione del nuovo piano di riforma sanitaria da parte del governo di Berlino, che punta a ridurre la spesa pubblica attraverso misure che incidono anche sul comparto farmaceutico. Le aziende temono che il nuovo quadro regolatorio possa compromettere la prevedibilità necessaria per programmare investimenti di lungo periodo.

E ci sono già le prime risposte. Lilly ha annunciato il dimezzamento del previsto investimento da 2,3 miliardi di euro in Germania, mentre Boehringer Ingelheim ridurrà propri investimenti domestici per circa 900 milioni di euro. Anche Pfizer ha espresso preoccupazione: il CEO Albert Bourla ha informato il cancelliere Friedrich Merz che l’azienda sta rivalutando tempi, dimensioni e priorità di alcuni investimenti programmati nel Paese.

Secondo la Beneluxa Initiative, la risposta a queste sfide non può che passare da una maggiore collaborazione tra gli Stati membri. “Dobbiamo garantire che la spesa per i farmaci rimanga sostenibile, tutelando l’accesso dei pazienti alle cure oggi e in futuro”, si legge nella dichiarazione rilasciata dal partenariato.

Il tema sarà al centro anche del confronto tra i ministri europei della Salute previsto nelle prossime settimane in Lussemburgo, con i riflettori puntati anche sul rafforzamento della resilienza e dell’autonomia strategica del settore farmaceutico europeo.

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